News e comunicati
torna all'indice
12/02/2010

“Santa Susanna Rewind. . .


Sono passati molti giorni dal Raid di Santa Susanna, ma credo che le emozioni nel vedere un italiano sul gradino più alto del podio siano ancora vive.

Appena rientrati in Italia ho contattato il TEAM Bosana per un’intervista, non è stato facile ottenere queste righe, ho constatato di persona l’umiltà di questo TEAM che lavora a testa bassa e punta dritto ai risultati sul campo.
L’intervista, come ormai nel mio DNA, si sà la genetica a volte fa brutti scherzi, è un po’ insolita, rivolta non al cavaliere, ma alla propria assistenza che reputo fondamentale e parte integrante del binomio.
Ad essere sincero non ci sono tutte le assistenze presenti, per ora c’è la bellissima dedica di “mamma Rosalba” e Federico per Daniele ed Alice con Beatrice per Rebecca, auspico di completare l’articolo a breve con gli altri componenti della “spedizione Barcellona”.
Ringrazio Simone ed Alice per il duro lavoro nel reperire il “materiale”, lascio a voi la lettura per rivivere le emozioni attraverso il racconto degli “angeli custodi” che in ogni gara accompagnano il binomio al traguardo!

Dedicato a Daniele, dalla sua mamma Rosalba e Federico
Il raid di Barcellona non è certamente un appuntamento che si possa preparare all’ultimo momento, da ogni punto di vista: la trasferta, la preparazione del cavallo, la preparazione del cavaliere e l’organizzazione dell’assistenza. Si è trattato appunto dell’appuntamento epocale al quale si è arrivati dopo un anno intenso di esperienza maturata insieme ai compagni di allenamento, con il supporto motivazionale della mamma Rosalba e sotto una direzione tecnica precisa e severa quanto imprevedibile e ambiziosa.
Non è stato un anno facile ma le difficoltà, le critiche e le delusioni alla fine sono state superate dalle soddisfazioni. All’inizio dell’anno è stata affidata a Daniele Ninfea Baia della Bosana, una cavalla che non era stata all’altezza delle aspettative e delle potenzialità e aveva avuto parecchi problemi. Nel tentativo di rimediare a questa situazione e per fare crescere di livello del cavaliere si è partiti dalle doverose qualifiche (CEI1* di Casorate) per approdare al primo appuntamento importante per il binomio: il campionato italiano young rider. Nonostante il 6 posto finale su una prova molto dura e combattuta (gli young rider hanno staccato di quasi un’ora i senior) la prova del cavaliere non è stata considerata soddisfacente dal CT della nazionale: a dire il vero, Daniele ha dato segni di stanchezza, come è giusto che sia alla prima 120 km per chiunque.
In mancanza della convocazione in nazionale per i mondiali young rider di Babolna che si sono corsi sulla distanza di 120 km, la famiglia Origgi ha pensato di portare Daniele a riprendersi la propria rivincita e di acquistare maggiore fiducia nei propri mezzi andando a cimentarsi sulla distanza di 160 km. Per fare questo, la squadra è arrivata fino a Warka, a pochi km da Varsavia: è stato un viaggio lunghissimo (quasi 3500 km tra andata e ritorno), coronato dall’enorme soddisfazione dell’arrivo con la bandiera italiana issata insieme a Diana Origgi, la “nostra maestra”.
In questa occasione è stata testata l’assistenza ufficiale di Daniele: Federico e la sua mamma.
Sull’onda dell’emozione si è deciso di preparare la gara di Barcellona, schierando una squadra composta addirittura da 6 binomi: la “Nazionale Bosana”. Per i cavalli si sono resi necessari tanti km di allenamento in pista e tanti allenamenti in campagna che, per fortuna, non hanno determinato alcun effetto negativo sui fidi destrieri. Cavalli in forma, cavalieri pronti e assistenze organizzate per 6 binomi, si è partiti alla volta di Santa Susanna, alle porte di Barcellona. Qualcuno, pertanto, era convinto di andare al mare, ma la gara si è rivelata tutta in montagna e neanche le temperature sono state così miti: i costumi e la crema solare sono rimaste in valigia!
Assistenza a Daniele: atto dovuto, visto che lui mi ha “fatto assistenza” al mio matrimonio accompagnandomi fino quasi all’altare.
Ad ogni modo, dopo avere superato le visite preliminari, la squadra ha potuto impostare la propria tattica. A Daniele, viste le condizioni di forma della cavalla è stato chiesto di correre per vincere insieme a Diana, senza però rischiare fin dal primo minuto: in pratica non perdere mai di vista i primi evitando di fare la lepre e di tirarsi dietro il gruppo. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Appena iniziata la gara, infatti, un cavaliere spagnolo che montava un cavallo dalle dimensioni insolite per una gara di endurance è partito come un “matto” proprio come il suo soprannome “caballero loco”. Tutti hanno pensato che quel cavallo condotto in quel modo spregiudicato avrebbe di li a presto finito “la benzina”: giro dopo giro però tutti hanno dovuto ricredersi perché il binomio continuava a procedere in testa.
L’assistenza ha deciso di avviarsi qualche minuto prima della partenza della gara per evitare di rimanere imbottigliata nel traffico di almeno 80 fuoristrada ma soprattutto, consapevole della propria mancanza di senso dell’orientamento, non voleva nè perdersi nè arrivare al punto prescelto dopo che il cavallo era già transitato. Per ovviare al nostro elevatissimo senso di disorientamento, l’organizzazione ha previsto un road book che, per evitare incomprensioni linguistiche, al posto della descrizione del percorso aveva un disegno per ogni incrocio o cambio di direzione, il tutto stampato su carta pesante perché da utilizzare per due giorni! Il percorso dei cavalieri prevedeva 99 km su 3 anelli distinti mentre per l’assistenza i km erano più di cento di cui almeno 60 fatti su strade sterrate: farli in jeep è stato davvero bellissimo, soprattutto per il pilota! Altra complicazione per gli assistenti è rappresentata dalla presenza di due cancelli veterinari distinti che significa due “campi base” da allestire, per il secondo del quale è stato necessario “portarsi tutto da casa”: immaginate riempire secchi e bottiglie per 80 binomi con due soli rubinetti a disposizione?
Prima assistenza: io e Rosalba siamo in testa, nel senso che arriviamo per primi in compagnia della guardia forestale. Vediamo transitare l’enorme cavallo spagnolo seguito da almeno due accanitissimi “binomi veterani”: tra cavallo e cavaliere superano gli 80 anni d’età!
Daniele arriva con un leggero distacco dai primi e subito dopo ripartiamo per uno splendido percorso in fuoristrada. Siamo tra i primi alla ripartenza, ma all’arrivo del secondo punto assistenza ci hanno preceduto almeno 30 macchine: o qualcuno conosce delle scorciatoie oppure cominciamo a sospettare che alcuni cavalieri abbiano a disposizione una assistenza doppia, composta di due macchine e almeno 4 persone.
Al primo cancello tutto va per il meglio, così come a tutti i successivi cancelli veterinari della prima giornata. I rientri sono molto buoni, i parametri metabolici ottimali e nessuna imprecisione sulle andature ma ad ogni modo il primo infligge un distacco significativo a tutti: quasi 20 minuti. Finita la prima dura giornata arriva il meritato riposo per cavallo e cavaliere, ma non per l’assistenza. A turni, infatti, ci prendiamo cura della cavalla che va tenuta sotto controllo, tenuta in lento e continuo movimento e idratata attraverso sane scorpacciate di erba fresca, disponibile in abbondanza nei campi adiacenti alle scuderie. Anche al mattino l’assistenza si sveglia molto presto per “scaldare” la cavalla ed evitare qualsiasi accumulo di acido lattico ma Daniele è terzo e quindi non sentiamo la stanchezza perché siamo piuttosto euforici, quasi ipercinetici: in parole povere la mamma di Daniele “non si tiene”!
Ripartiamo alla volta dell’assistenza con il morale alle stelle, consapevoli del fatto che se tutto andrà bene, Daniele potrà raggiungere un risultato importante, magari anche salire sul podio. La gara prosegue, il binomio sta bene e rimane in compagnia dei primi anche se sembra impossibile imporre un distacco di almeno 20 minuti al primo: sembra indistruttibile e nonostante il vantaggio accumulato dopo la prima giornata continua a condurre e addirittura a tirare il gruppo di testa. Anche i “veterani” continuano a stare coi primi e la gara scorre in maniera quasi automatica fino alla ripartenza dell’ultimo giro: a dire il vero nè il cavaliere nè l’assistenza credono a quello che sta accadendo poiché ormai siamo quasi alla conclusione della gara che fino a poco tempo fa per noi era solo un sogno o un racconto di altri e invece sta diventando piano piano il nostro racconto. L’ultimo giro si rivela un po’ troppo emozionante, una ragazza spagnola parte all’impazzata, stacca il primo e recupera velocemente gli 8 minuti di svantaggio che la separano da Daniele già al primo punto assistenza. Certo che anche il terzo posto non è male al primo tentativo, però, accidenti …. Ma non facciamo in tempo a scoraggiarci che vediamo Daniele alla seconda assistenza in compagnia della fuggitiva. Non facciamo in tempo a gioire che alla terza assistenza ritroviamo Daniele in testa ma soprattutto non vediamo il primo. Non possiamo aspettare di vederlo per calcolare il distacco e corriamo verso il cancello finale, il meritato traguardo. Daniele è primo e la gioia è infinta, la mamma prende il cartellino e io prendo in custodia il cavallo mentre arrivano tutti i rinforzi possibili e immaginabili. La cavalla sta bene, rientra presto e entriamo velocemente al cancello veterinario per la visita finale prima che possa sopraggiungere qualsiasi blocco muscolare: esito positivo, Daniele Massobrio ha finito la 100 + 100 di Barcellona con Ninfea Baia della Bosana. Siamo felicissimi, abbiamo già effettuato la visita finale, stiamo festeggiando e nel frattempo non giunge ancora sul traguardo il primo.
I calcoli sono piuttosto facili, se il primo giunge dopo 20 minuti rispetto a Daniele, sarà Daniele il primo. Credo che sia un sentimento antisportivo desiderare che accada qualcosa all’avversario, ma nell’endurance sappiamo tutti che l’inconveniente può accadere in qualsiasi istante. Una sferrata, un crollo metabolico del cavallo, una caduta, un crollo del cavaliere, sbagliare strada … intanto giunge notizia che il primo abbia avuto un crollo metabolico del cavallo e si sia dovuto fermare per quasi mezzora. Per fortuna il cavallo dopo la sosta sta bene, così bene da meritarsi senza ombra di dubbio la best condition alla fine della gara. Daniele Massobrio su Ninfea Baia della Bosana a soli 20 anni e al suo primo tentativo vince il raid di Santa Susanna. Il merito, ovviamente, oltre che del cavallo e della squadra è tutto dell’assistenza!!!!!!!!

Alice e Beatrice:
io(alice) e beatrice abbiamo seguito per tutti gli interi due giorni rebecca arrivata nona con rapunzia della bosana. i suoi obbiettivi erano quelli di finire barcellona a una media considerevole e, vedendo i precedenti di rebecca, non lasciare che la cavalla si demoralizzasse e quindi compromettesse la sua buona riuscita. rebecca si era preparata sufficentemente per la prestazione così come la cavalla, seguita anche da noi durante gli allenamenti montati e scossi. tutto il compito era nelle nostre mani.si parte presto la mattina del primo giorno e gli ordini di scuderia per rebecca erano di viaggiare per tutta la prima giornata a 20/30 minuti dai primi.
oltre ad essere un percorso impegnativo per cavallo e cavaliere lo è stato anche per noi assistenti, un sacco di sterrati e tornanti, ma la guida di beatrice ha reso anche la nostra assistenza divertente facendo relly su e giù per le stradine di santa susanna.
ci eravamo divise i compiti ai vari cancelli. arrivata rebecca con rapunzia ai cancelli ci occupavamo del rientro della cavalla, alice accompagnava rebecca in visita che per qualsiasi problema avrebbe provveduto anche ad aiutare rebecca, intanto beatrice si occupava di riordinare la macchina e le attrezzature. uscite dalla visita l'unica preoccupazione di rebecca era di provvedere a se stessa intanto che io e beatrice asciugavamo e ripreparavamo rapunzia per la ripartenza. finito il primo giorno bisognava comunque provvedere che la cavalla stesse bene e potesse ripartire per il secondo giorno in ottime condizioni. beatrice è restata per il turno dalle 8 di sera alle 12 a curarsi di rapunzia, facendola passeggiare e mangiare erba fresca. alice e rebecca sono tornate in camera. alice invece si è occupata del turno mattiniero arrivando per le 4 al campo base e facendo correre rapunzia per un ora a mano per scarldarla per la visita della mattina. visita superata quindi siamo potute ripartire per il secondo giorno. gli ordini di scuderia erano quelli di portare a termine la gara senza compromettere la salute del cavallo. insieme a luca rebecca ha percorso i primi due giri, prima che luca venisse eliminato per zoppia alla fine del secondo anello del secondo giorno. si è trovata da sola a percorrere l'ultimo anello incitando la cavalla che in ogni caso anche se le condizioni generali erano ottimalli, cominciava a risentire della stanchezza. finalmente ritornati all'arrivo vediamo arrivare rebecca al galoppo con la cavalla ancora con impulso e ben riunita, tutti pronti per la visita finale passata meritatamente. uscita dalla visita eravamo emozionatissime poichè sapevamo che quello era stato un grosso risultato personale e collettivo, e si era riscattata pure lei all'interno della squadra. dopo sono proseguiti i festeggiamenti e a fine della premiazione rebecca è stata buttata nella piscina dell'hotel. direi obbiettivo centrato a pieno!
 
La Commissione Sport ANICA

 


Powered by Grande Service s.r.l.
ANICA News Home Page